Area Disabilità

Prendersi cura di sé e dell’altro, in un modo diverso.

La diagnosi di una malattia grave e degenerativa o di una disabilità cronica costituisce un vero e proprio trauma, non solo per la persona che la riceve, ma anche per i familiari più vicini.

Il momento della diagnosi può in alcuni casi essere vissuto come sollievo, dopo mesi o magari anni in cui gli esami non portavano mai a risposte certe, in altri crea una frattura netta tra la vita condotta fino a quel momento ed un futuro incerto e carico di angoscia.

Metabolizzare i nuovi eventi di vita è spesso molto doloroso, è necessario del tempo per ritrovare nuovi equilibri e accettare la realtà, così come col passare degli anni, è possibile che si creino delle ripercussioni per i diversi componenti della famiglia: coppia genitoriale, fratelli e sorelle, compagni.

Per questi motivi è importante un sostegno psicologico sia per la persona che vive direttamente la malattia o la disabilità, quando possibile, sia per coloro che si occupano di lei (caregivers).

Un intervento è utile fin dalle prime fasi di adattamento emotivo, ma anche in occasione della progressione della malattia e nei momenti di transizione dello sviluppo come l’inizio della scuola, l’ingresso nell’adolescenza o la prima esperienza lavorativa.

Un lavoro sull’individuazione di strategie e risorse dell’intero nucleo familiare permette di trovare nuovi equilibri tra i membri del sistema famiglia e di avere relazioni più integrate con i diversi interlocutori che fanno parte della rete terapeutica e di sostegno.

Area Disabilità


Ammalarsi seriamente non significa solo soffrire fisicamente, vedere il proprio corpo trasformarsi fino a non riconoscerlo più, ma anche e soprattutto significa vedere completamente scombussolate le proprie abitudini, il proprio lavoro, le proprie amicizie, gli affetti e dunque la propria identità.

Lucia Zannini